|
Eredi dei mulini a vento, i sistemi eolici di piccola taglia, anche detti per semplicità mini eolici, sfruttano la risorsa “vento” per produrre energia elettrica. Si dà a questi sistemi il nome di “mini” per differenziarli dai grandi impianti che costituiscono le centrali eoliche, le cosiddette "wind farm". Proprio per effetto delle ridotte dimensioni e della semplicità di installazione si adattano molto bene all’inserimento presso insediamenti esistenti di privati e aziende. In questa vasta famiglia di impianti rientrano sistemi dalle caratteristiche e applicazioni più svariate. Un impianto eolico è costituito da uno o più aerogeneratori posti ad adeguata distanza gli uni dagli altri - così da non interferire dal punto di vista aerodinamico tra loro – e secondo un disegno sul territorio in funzione dell’esposizione al vento e dell’impatto visivo (su file, a gruppi, …). Gli aerogeneratori sono collegati, mediante cavi interrati alla rete di trasmissione presso cui viene realizzato il punto di consegna dell’energia.
La tabella sotto fornisce una prima indicazione delle diverse tipologie di turbine eoliche classificate per potenza elettrica nominale e per applicazione.
|
Taglia
|
Potenza elettrica erogata a velocità nominale
|
Diametro rotore
|
Altezza palo
|
Applicazioni tipiche
|
|
XS
|
Qualche centinaio di watt
|
1 ÷ 2 m
|
2 ÷ 6 m
|
Imbarcazioni, camper, piccole utenze isolate
|
|
S
|
Da 1 kW a 6 kW
|
2 ÷ 5 m
|
6 ÷ 8 m
|
Abitazioni, strutture commerciali PMI, installazioni a terra o su tetto anche in ambito urbano,utenze isolate o connesse alla rete elettrica
|
|
M
|
Oltre 6 kW fino a 60 kW
|
5 ÷ 18 m
|
8 ÷ 30 m
|
Agriturismi, camping, villaggi, strutture commerciali, aziende agricole e PMI, per installazioni a terra e utenze connesse alla retelettrica
|
|
L
|
Oltre 60 fino a 200 kW
|
18 ÷ 30 m
|
30 ÷ 60 m
|
Aziende Agricole e PMI, per installazioni a terra e utenze connesse alla rete elettrica
|
Una tipica macchina eolica,al di là delle particolarità dei modelli e degli sviluppi tecnologici apportati in modo differenziato da alcune aziende costruttrici, è composta come di seguito descritto. Le pale della macchina (comunemente in numero da uno a tre) sono fissate su di un mozzo e, nell’insieme, costituiscono il rotore. Il mozzo, a sua volta, è poi collegato ad un primo albero – albero lento – che ruota alla stessa velocità angolare del rotore e, dopo il collegamento ad un moltiplicatore di giri, si diparte un albero veloce che ruota invece con velocità angolare data dal prodotto di quella del primo albero per il moltiplicatore di giri. Sull’albero veloce è poi posizionato un freno, a valle del quale si trova il generatore elettrico, da cui si dipartono i cavi elettrici di potenza. Tutti questi elementi sono ubicati in una cabina detta navicella o gondola la quale a sua volta è posizionata su di un supporto-cuscinetto, orientabile in base alla direzione del vento. La navicella è poi completata da un sistema di controllo di potenza e da uno di controllo dell’imbardata. Il primo ha il duplice scopo di regolare la potenza in funzione della velocità del vento istantanea, così da far funzionare la turbina il più possibile vicino alla sua potenza nominale, e di interrompere il funzionamento della macchina in caso di vento eccessivo. Il secondo invece consiste in un controllo continuo del parallelismo tra l’asse della macchina e la direzione del vento. L’intera navicella è poi posizionata su di una torre che può essere a traliccio o tubolare conica, ancorata al terreno tramite un’opportuna fondazione in calcestruzzo armato. Gli aspetti caratteristici che differenziano una tipologia di macchina da un’altra, indipendentemente dalla taglia di potenza e quindi di dimensione, sono i seguenti:
- sistema di controllo della potenza: a passo o a stallo
- velocità del rotore: costante o variabile
- presenza o assenza del moltiplicatore di giri.
(fonti: Guida ENEL al Mini Eolico 2009, Dossier Micro-Eolico - Progetto RES & RUE Dissemination - A.P.E.R.)
|