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ULTIMI ARTICOLI

INTERSOLAR 2026 

Il mercato fotovoltaico mondiale, lo storage ed altro nella fiera di munich.

L’ evento annuale “THE SMARTER EUROPE” si è composto come di consueto da due parti: le conferenze dei primi due giorni, e la fiera Intersolar Europe ( durata 3 giorni pieni).

Sono intervenuti circa 2.800 espositori e più di 100.000 visitatori. 

Sul ruolo crescente, e l’affidabilità delle rinnovabili nei mix energetici dei paesi più moderni e sviluppati, è opportuno citare le parole di Charlotte Senkpiel, Senior Scientist presso il Fraunhofer ISE: “I nostri dati dimostrano che il sistema
energetico funziona in modo affidabile anche con un approvvigionamento esclusivamente da fonti rinnovabili. Sole e vento
si completano a vicenda in modo ideale. Riunendo reti elettriche, accumulatori a batteria decentralizzati, centrali regolabili
alimentate da gas a impatto climatico zero e domanda flessibile in un sistema intelligente, si compensa senza soluzione
di continuità le oscillazioni legate alle condizioni meteorologiche”.

22-23 GIUGNO – LE CONFERENZE.

Dal 22 al 23 giugno si sono tenute le conferenze che riuniscono ogni anno analisti energetici, ricercatori, CEO, policy makers.

Le sessioni di approfondimento sono state suddivise in 4 settori:

  1. Fotovoltaico / Intersolar.
  2. Electrical Energy Storage / EES (ha affrontato il tema dello stoccaggio, dell’autoconsumo, HEMS – Home Energy Management Systems, il C& I storage come mercato emergente in Europa, dell’interdipendenza tra storage ed AI, innovazioni delle batterie agli ioni di Sodio etc.).
  3. Power Drive (mobilità elettrica e la creazione di un ecosistema economicamente sostenibile con l’espansione delle infrastrutture di ricarica e dell’interazione con la crescita di vetture elettriche e della logistica ecologica più funzionale)
  4. EMPOWER Europe (con sessioni sulla flessibilità della rete, l’impatto e l’affidabilità dell’AI sulla gestione e il sistema di distribuzione della rete)

Lo scopo degli eventi è delineare un quadro aggiornato sulle innovazioni, il mercato, i nuovi business models e lo stato dell’arte della transizione energetica supportata dal fotovoltaico, dallo storage, dalla mobilità elettrica e dalle smart grids.

GLOBAL SOLAR MARKET OUTLOOK.

La prima sessione ha riguardato il report analitico di Solar Power Europe, i numeri, le difficoltà le tendenze e le risorse future del mercato solare europeo e mondiale.

I principali elementi emersi sono incoraggianti e descrivono le trasformazioni in atto.

La capacità di fotovoltaico mondiale è passata da 1 TW (1.000 GW) nel 2022, a 2 TW nel 2024 e a 3 TW nel 2026….come dire che tutto il fotovoltaico installato e cumulato nel mondo fino al 2022, è raddoppiato in 2 anni e ha aggiunto una uguale capacità anche nei due anni seguenti….una accelerazione incredibile.

Oggi il fotovoltaico produce il 9% dell’elettricità mondiale.

Solo nel 2025 le nuove installazioni (664 GW), hanno costituito l’80% della nuova capacità da rinnovabili superando l’incremento di nucleare e fonti fossili nel mondo.

L’ottica che si è affermata è quella di una combinazione tra stoccaggio energetico e nuovi impianti fotovoltaici, come insegna la Spagna, dove tutti i nuovi progetti utility scale si fanno ormai ibridi.

Lo sviluppo dell’energia solare con storage, dovrebbe spingere le installazioni a produrre benefici quali la resilienza e l’indipendenza energetica. Le previsioni parlano di 6,6 TW nel 2030, ma di una minor potenza installata dell’8% nel 2026, a causa soprattutto della relativa riduzione di nuova potenza in Cina (del 24% sull’anno precedente).

I PRIMI 10 MERCATI AL MONDO :

Grafico tratto dal report di Solar Power Europe 2025-2030.

  • CINA
  • INDIA
  • USA
  • GERMANIA
  • BRASILE
  • SPAGNA
  • ARABIA SAUDITA
  • FRANCIA
  • ITALIA
  • GIAPPONE

Vediamoli singolarmente nelle loro performance del 2025:

  • La Cina nel 2025 ha installato da sola 382 GW (il 57% di tutta la nuova potenza fotovoltaica mondiale), quindi per il terzo anno di seguito più degli altri 9 mercati che la seguono.

La nuova capacità è per il 52% apportata da progetti utility scale e per il 48% da tetti (grandi o piccoli).

La relativa riduzione di nuove installazioni è dovuta principalmente alla fine delle FiT nel giugno 2025.

Allo stato attuale la Cina è di gran lunga il più grande Paese al mondo, non solo per nuove installazioni, ma anche per potenza cumulata complessiva, che ha raggiunto il numero impressionante di 1.367 GW.

Più di 5 volte la potenza fotovoltaica negli USA.

  • L’India ha aggiunto 47,5 GW (di cui il 78% con impianti utility scale e il 22 % di rooftop, destinati ad aumentare con il supporto politico dedicato). La nuova potenza le ha consentito di superare le nuove installazioni degli USA.

Ma la potenza fotovoltaica complessiva dell’India (166 GW), pur situandola già al terzo posto globale, è ancora bassa rispetto al potenziale e alle necessità dell’enorme popolazione.

  • Gli USA dovrebbero registrare un aumento della domanda di elettricità di circa il 3,2 % medio annuo fino al 2040 e la rete dovrebbe attrezzarsi per sostenerla.

Ad oggi gli Stati Uniti, con 266 GW di potenza cumulata, sono la seconda nazione al mondo per solare installato.

Tuttavia nel 2025 si sono piazzati al terzo posto nel mondo per “nuovi” GW installati, con un incremento di “soli” 43,2 GW l’anno scorso. Va segnalato che il risultato è di tutto rispetto, anche considerata l’ostilità alle rinnovabili e il negazionismo climatico dell’attuale amministrazione.

La crescita del fotovoltaico pur in condizioni non favorevoli, è segno di come sia antiscientifico e anacronistico opporsi alla fonte di energia più ecologica e più conveniente economicamente.

I super-energivori data center per l’AI (si veda in merito altro nostro articolo), troppo spesso alimentati da fonti fossili, sono una delle “nuove” fonti di domanda energetica , purtroppo crescenti in modo velocissimo e sproporzionato rispetto alle contromisure energetiche e ambientali attuabili per limitarne l’impatto negativo sull’ambiente, sul consumo d’acqua e in ultima analisi sulla crisi climatica.

  • La Germania, padrone di casa a Munich, ha aggiunto, come nel 2024, altri 17,4 GW rimanendo il principale mercato europeo, con una potenza cumulativa di 118 GW (quarto posto nel mondo), sostenuta anche da C & I, uno stabile apporto del settore utility scale e un programma favorevole al “balcony solar”.
  • Il fotovoltaico in Brasile si poggia sulla crescita della generazione distribuita (con impianti fino a 5 MWp e che consentono lo scambio di elettricità in surplus con la rete), e sulla generazione centralizzata (impianti sopra i 5 MWp con PPA e aste di mercato regolamentate dallo Stato).

Nonostante i limiti imposti dalle infrastrutture elettriche di rete, che rischiano di compromettere una crescita che invece è sostenuta da una domanda crescente. In ogni caso il Paese ha avuto uno sviluppo impressionante: è passato da 8,2 GW nel 2020 a 81,2 GW nel 2025. Ha praticamente decuplicato la potenza installata in 5 anni. E punto con il piano energetico nazionale (PNE), a diventare una nazione a impatto zero nel 2050. Il governo federale si sta dimostrando sensibile alle richieste di ABSOLAR in rappresentanza delle istanze economiche e legali di operatori e investitori.

  • La Spagna (settima al mondo per potenza cumulativa installata con 57,6 GW), è stata capace di aggiungere altri 11,3 GW nel solo 2025, di cui ben l’89% di impianti utility scale, (nonostante i prezzi bassi o perfino negativi dell’energia in molti casi), e il restante 11% dato da C & I e rooftops. Le intelligenti politiche favorevoli del governo Sanchez hanno dato una buona spinta al settore negli ultimi 8 anni, che necessita ancora di elettrificare molta parte dell’industria e di implementare con impianti ibridi i nuovi data center che stanno nascendo anche nella penisola iberica. Oggi l’elettricità per gli spagnoli è molto più economica che per altri Paesi europei, a cominciare dall’Italia ovviamente.
  • Arabia Saudita: è entrata tra i primi 10 mercati mondiali grazie a ben 7,9 GW (quasi tutti utility scale). C’è un ampio margine di miglioramento sull’energia distribuita.
  • La Francia ha installato 6,9 nuovi GW portando la propria potenza solare complessiva al posto numero 11 nel mondo (34 GW). Contrariamente alla Spagna gran parte della propria potenza viene dai tetti (il 74%), anche a causa di restrizioni sull’uso della terra e di complessi permitting.

  • L’Italia presenta storiche difficoltà mostruose negli iter autorizzativi, che riducono il potenziale installabile nonostante la caparbietà e la tenacia degli operatori e degli sviluppatori. Un governo sfavorevole al fotovoltaico, un rischio regolatorio imprevedibile e regole spesso in stallo, accompagnati da una serie di conflitti tra posizioni diverse a livello amministrativo, rendono molto complesso e lungo giungere ad una AU o ad una PAS. Tuttavia i numeri sono stati discreti: 6,4 nuovi GW (solo il 47% di utility scale), che hanno portato la potenza cumulata a 42,4 GW (nono Paese al mondo).
  • Dulcis in fundo…il Giappone ha installato altri 5,8 GW e si è portata a 102 GW (quinta nazione al mondo) con un considerevole aumento dell’autoconsumo e con un certo fermento rispetto alle regole (con una legge che, ad esempio, a Tokyo ha reso obbligatoria l’installazione di fotovoltaico negli edifici di nuova costruzione). C’è da chiedersi, dato il progresso notevole in pochi anni, cosa avrebbe potuto fare il Paese se avesse avuto caratteristiche orografiche che consentissero più spazio per impianti grandi. Infatti i progetti utility scale apportano solo il 38% della nuova capacità del 2025 mentre il restante 62% è ovviamente su tetti. I nuovi PPA sembrano affermarsi velocemente, trainati dai costi crescenti dell’elettricità.

Un capitolo a parte meriterebbero le performance di altri Paesi:

L’ Ucraina (che conta oggi su 8,5 GW di potenza cumulata sommando +1,5 GW nel 2025 nonostante la guerra secondo la SEAU – Solar Energy Association of Ukraine), sta mostrando una notevole capacità di incrementare la propria quota di fotovoltaico. Anche in considerazione che molte installazioni in autoconsumo non sono registrate e quindi la reale potenza in funzione è presumibilmente maggiore 8solo nel 2025 sono stati importati infatti 3 GW di pannelli).

L’ Australia (che è la nazione con la maggior potenza pro capite del mondo, con 1,7 kWp a persona) è passata da 5,1 GW nel 2015 a 45 GW nel 2025 (9 volte tanto in 10 anni!).

A questo si aggiungono politiche illuminate sul riciclo di moduli e la diffusione delle batterie domestiche. 

Più della metà dell’elettricità della nazione è fornita da rinnovabili, (e storage), portando una diminuzione della produzione energetica da carbone e gas e a una riduzione delle emissioni.

In ultimo, il Pakistan, assente dal report di Solar Power Europe, risulta aver installato 15,8 GW nel 2025 (piazzandosi quindi al quinto posto tra la Germania e il Brasile, secondo il report di IEA / International Energy Agency – PVPS –  che si basa sulle dichiarazioni delle nazioni), mentre alcuni numeri in questo report si differenziano da quello di SPE su cui abbiamo basato la nostra classifica. In ogni caso la classifica rimane molto simile.

Report di IEA / International Energy Agency – PVPS

Conclusioni:

La Cina guida la regione APAC nella leadership indiscussa delle installazioni da fotovoltaico.

Le varie aree geografiche del mondo cercano di installare il possibile compatibilmente con le caratteristiche fisiche-geografiche del territorio, con le risorse economiche e fossili presenti nel proprio territorio, con la sensibilità ambientale dei propri politici e dei propri popoli, e con le capacità o le lacune, la lungimiranza (o la miopia), dei governi che si susseguono.

AI – “Goods and bads” di un agente indipendente creato dall’uomo.

AI – “Goods and bads” di un agente indipendente creato dall’uomo.

Potenziali positivi e negativi per l’ambiente, l’aumento delle emissioni, del consumo d’acqua, la scelta di fonti di produzione energetica e la gestione migliorabile della rete elettrica.

L’intelligenza artificiale (che si può definire come simulazione dei processi dell’intelligenza umana da parte dei sistemi informatici), sta diventando una delle innovazioni e degli elementi più importanti, invadenti, promettenti e allo stesso tempo preoccupanti dei nostri tempi.

Per cercare di identificare meglio il dualismo dell’AI abbiamo visitato Flink Forward (https://www.flink-forward.org/ ) , un evento sullo streaming di dati che raccoglie esperti del settore, analisi in tempo reale e consente ai professionisti dell’AI di incontrarsi e di confrontarsi.

KEY ENERGY - RIMINI EXPO 2025

Quasi un anno dopo l’infausto decreto legge 63/2024 del Ministero dell’Agricoltura, entrato in vigore il 16 maggio ‘24, che ha di fatto bloccato moltissimi sviluppi di progetti fotovoltaici, le imprese delle rinnovabili e dell’efficientamento energetico si riuniscono a Rimini come ogni anno, nella fiera italiana di maggior rilievo del settore.

Sette aree tematiche trattate con maggior rilevanza: fotovoltaico, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City.

Moltissimi espositori (più di 1.000, in crescita significativa rispetto al 2024) su 20 padiglioni, convegni e incontri tra imprese, qualche membro delle istituzioni e società di consulenza. Di fatto è stato confermato, da più prospettive, come sia necessario un impulso delle politiche energetiche sia in Europa che in Italia per ottenere un’accelerazione all’elettrificazione, degli investimenti sulle reti e i sistemi di accumulo, oltre all’adeguamento di infrastrutture.

Il tutto in un contesto che deve anche tutelare l’industria, i vari mercati e la possibilità di spesa dei cittadini. È certamente un quadro complesso da governare, ma può portare effettivamente a una maggiore autosufficienza del nostro continente e del nostro Paese dalle importazioni di gas che ancora rendono così elevato il costo dell’energia, in particolare in Italia.

Italy for Climate (il centro studi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile) ha presentato i dati rilevati dal sistema CIRO (acronimo di Climate Indicators for Italian RegiOns), cioè il database che ha realizzato in collaborazione con ISPRA, il monitoraggio e il confronto delle performance ambientali regionali.

La comparazione delle performance della decarbonizzazione suddivisi in 8 aree tematiche porta ad analisi che possono essere di notevole aiuto per le amministrazioni regionali e nazionali.

Ad esempio, la Sardegna registra la quota di emissioni pro capite di GHG più alta d’Italia (misurata in tCO2/ equivalente per abitante), a causa del grande ricorso al carbone La Regione ha ulteriormente – e si può dire discutibilmente – per usare un eufemismo – penalizzato le rinnovabili praticamente vietando le aree idonee quasi ovunque.

Vanno segnalate infatti negativamente le leggi regionali del 2024 sulle aree idonee a tal proposito (la n. 4/2024 anche impugnata per vizio di illegittimità costituzionale).

Tutto questo nonostante le enormi risorse sia di vento (anche off-shore, o in prossimità di zone industriali), che di irraggiamento. Impianti fotovoltaici ed eolici (a fronte di un bassissimo consumo di suolo), permetterebbero di raggiungere un’ottima produzione di energia pulita sul territorio regionale. Cosa particolarmente utile per un’isola e anche per le bollette.

Sono previsti 6,2 GW in Sardegnama di questo passo non se ne farà abbastanza. E il risultato, se non cambia il vento, sarà che i sardi continueranno a inquinare molto e a pagare bollette molto elevate perché dovranno importare carbone e petrolio per produrre la loro energia.

Invece di essere energeticamente indipendenti e virtuosi, saranno dipendenti. Su questa tematica si può anche visionare su RaiPlay l’ottima puntata dedicata alle rinnovabili dalla trasmissione Presa Diretta del 25 marzo 2025 dal titolo “Rinnovabili: indietro tutta”. (https://www.raiplay.it/video/2025/03/Rinnovabili-indietro-tutta—PresaDiretta—Puntata-del-23032025-d5d0bd6a-f3a5-46eb-8c47-52b85a3d1cff.html)

Al primo posto per quota più bassa di emissioni pro capite di GHG, dunque come regione virtuosa, c’è la Campania seguita dal Lazio, dalle Marche e dall’Abruzzo. La Valle d’Aosta, il Trentino alto Adige guidano, grazie all’idroelettrico, ma non solo, la classifica delle regioni con maggior produzione pro capite di energie rinnovabili. Da segnalare anche come gli edifici della Valle d’Aosta siano in gran parte in classe A, nonostante il necessario ricorso a riscaldamento.

Particolarmente interessante è stata la sessione sui “Falsi miti delle rinnovabili”, edizione 2025 organizzata da Italy for Climate (indirizzata anche a scuole ed imprese).

Un progetto, lanciato tre anni fa a Rimini che ha anche un sito Internet dedicato e che si propone di combattere la disinformazione sulle energie rinnovabili: https://falsimiti.italyforclimate.org/

A questo evento, e al progetto informativo tratteremo per esteso separatamente, ha preso parte anche il giornalista Stefano Liberti che ha evidenziato il cambiamento, e lo stravolgimento in alcuni casi, degli ecosistemi nel Mediterraneo, l’invasione di specie non autoctone e dei nuovi “stock ittici” che si sono tropicalizzati, che determinano anche in parte la crisi della pesca, che produce emigrazione.

Altro argomento trattato negli incontri è stato quello relativo alla necessità dei porti di diventare sostenibili (per esempio attraverso il flusso di navi a zero emissioni nel porto), e di diventare hub energetici virtuosi. L’agrovoltaico avanzato, pur incentivato seppure con dei limiti, non sarà sufficiente a produrre i GW che ci servono…occorrerebbe far ripartire i grandi impianti a terra, con buona pace di chi si inventa un consumo di suolo importante laddove i numeri raccontano ben altro (vedi i vari report di Elettricità Futura ad esempio). Le CER stanno lentamente diffondendosi, scontando una certa complessità burocratica.

Anie ha stimato i volumi di nuovo fotovoltaicvo installato sul territorio nazionale intorno a 7,3GW per il 2025…dunque inferiore ai 10GW annui necessari da qui al 2030.

Italia Solare parla similmente di quasi 7 GW di nuovo fotovoltaico, nonostante la saturazione virtuale della rete dovute a molte domande di connessione cui non fanno seguito impianti finanziati, costruiti ed allacciati.

Altro tema è quello dei PPA (Power Purchase Agreement), in un’ottica di decarbonizzazione, settore dove ha spiccato Iberdrola per MW contrattualizzati nel 2024, con accordi di lungo periodo per aziende, (ad esempio con Amazon, Vodafone, Apple, Mercedes Benz…). L’ottica dell’elettrificazione delle auto aziendali d’altra parte rappresenta uno degli obbiettivi che si propone la transizione energetica.

Uno spazio importante è stato dedicato come sempre anche alle innovazioni e alle start up, oltre a quello della padrona di casa, la sempre virtuosa Regione Emilia Romagna.

L’economia circolare è inoltre stata al centro di diversi dibattiti e realtà aziendali capaci di ridurre o eliminare i rifiuti urbani e speciali in molti settori. L’Italia si mantiene un’eccellenza a livello europeo, ma ha comunque moltissima strada da fare per migliorare ulteriormente.

Gli operatori in fiera mantengono un atteggiamento molto positivo e costruttivo. Il mercato sostanzialmente si cerca di adattare alle nuove politiche, spesso criticabili, portando avanti la transizione energetica, nonostante spesso le aziende delle rinnovabili siano ostacolate dalle nuove leggi, invece che agevolate.

 

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Dati scientifici dimostrano che nello stile di vita adottato da ciascuno di noi, cittadini dei paesi industrializzati, si consumano più risorse di quanto la terra ne riservi pro-capite.

E’ certo che non possiamo rinunciare alle nostre attività produttive, nè noi a vivere. Tuttavia esistono delle soluzioni moderne e convenienti, grazie anche all’uso delle energie da fonti rinnovabili, per ridurre l’impatto delle nostre attività e di noi stessi generando risparmio energetico; tecnologie e prodotti che coniugano la preservazione dell’ambiente con il mantenimento di un tessuto economico industriale costituiendo allo stesso tempo un modello di sviluppo, definito comunemente “sostenibile”, basato sulla crescita compatibile con l’ambiente e con effetti permanenti