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La generazione distribuita di energia PDF Stampa E-mail
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L'attuale modello energetico centralizzato.

Il panorama energetico globale vede la presenza di un numero limitato di industrie che producono la maggior parte dell'energia elettrica in grandi centrali alimentate con combustibili fossili o nucleari. Questa elettricità, spesso prodotta lontano dai grandi centri di consumo città e industrie per ovvi motivi di sicurezza e impatto ambientale, viene immessa in grandi dorsali ad alta ed altissima tensione. Dai nodi dell'alta tensione vengono poi dipartite fino alle nostre abitazioni, ai nostri uffici e industrie attraverso segmenti capillari che vanno dalla media alla bassa tensione. 

Questo modello possiede sostanzialmente un solo aspetto positivo che deriva dal fatto che da esso possono costituirsi delle ovvie economie di scala; ad un aspetto positivo si  contrappongono numerosi aspetti negativi, tra i quali si possono ricordare:

  • le dispersioni di energia lungo il percorso produzione consumo (circa il 7% del prodotto)
     
  • la diffidenza che i cittadini e le amministrazioni incontrano nell'acconsentire ad ospitare mega-centrali e il passaggio delle grandi dorsali

  • l'impatto ambientale delle megacentrali nelle aree ove vengono realizzate

  • la gestione delle scorie in caso di centrali nucleari

  • la sicurezza delle megacentrali anche in chiave militare

  • la manutenzione della vasta rete di distribuizione costituisce una grande fetta del costo della bolletta

  • l'utente, il cittadino, in questo modello, riveste il ruolo di inconsapevole consumatore di energia

  • ...
     

distribuzione_enegia_vs

Il modello energetico distribuito.

La generazione distribuita di energia elettrica prevede la realizzazione di micro, piccoli e medi centri di produzione di energia, collocati in maniera omogenea nel territorio o per lo meno in maniera direttamente proporzionale alla grandezza dei centri di consumo e collegati con questi ultimi tramite brevi reti di distribuzione. Quest'ultime saranno realizzate in modo di valutare in temporeale le esigenze di consumo con le aspettative di produzione costituendo quindi delle reti intelligenti (tra gli operatori denominate smart grid) in grado di gestire i flussi bidirezionali di energia. Queste reti saranno in grado di distribuire l'energia dove ce ne è richiesta compensando eventuali buchi di produzione con l'energia immagazzinata in appositi accumulatori ricaricati nei periodi ove c'è una sovraproduzione di energia.

 

Le grandi aziende di distribuzione nel mondo stanno investendo molto sulle reti intelligenti. Guarda le strategie della nostra maggiore azienda.

 

Tra i principali aspetti negativi di questo modello può essere annoverato esclusivamente l'aumento della complessita nella gestione dei flussi di energia, che  in mancanza di reti di distribuzione adeguate ed aziende di distribuzione incentivate, non è attuabile nel modo più estensivo. 

I lati positivi sono sia sul lato tecnico che su quello sociale; per evitare tecnicismi salteremo i primi mentre di grande interesse sono gli aspetti denominati sociali perchè coinvolgono anche eticamente gli utenti, i cittadini attorno al problema del'approvvigionamento energetico e con essi vengono ridotti i problemi legati all'approvvigionamento  di intere nazioni che non posseggono, come l'Italia, risorse fossili.

Di fatto coinvolgere i cittadini  vuol dire responsabilizzare gli stessi sulla importanza di una corretta gestione dell'energia con un conseguente beneficio sulle emissioni globali in atmosfera (senso di responsabilità che conoscono bene coloro che possiedono un impianto seppur domestico); mentre a scala nazionale, superando l'attuale dicotomia tra paesi importatori ed esportatori di energia, vuol dire ridurre  quelle tensioni che storicamente sono sorte sulle questioni inerenti l'approvvigionamento energetico.


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