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Intersolar 2019 – analisi del mercato fotovoltaico globale 2018: nuova potenza solare installata e totale cumulato nel mondo, per Paese. PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Campus   
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Intersolar 2019 – analisi del mercato fotovoltaico globale 2018: nuova potenza solare installata e totale cumulato nel mondo, per Paese. 

Come sempre la fiera ospita dibattiti, analisi, diversi settori e ovviamente gli stand delle principali aziende. Il 15 maggio, tra i più interessanti report analizzati c’è stata la presentazione dello stato dell’arte del fotovoltaico in Europa, da inquadrare però in un contesto mondiale, e le previsioni per un prossimo sviluppo.

Intersolar 2019

Analisi mondiale delle nuove installazioni nel 2018.

Partendo dall’analisi di quanto è successo nell’anno appena trascorso, secondo il Solar Power Global Outlook, si può evidenziare una crescita che per la prima volta eccede, seppur di poco, i 100 nuovi GW installati (102,4 GW), con una crescita del 4% rispetto all’installato globale dell’anno scorso, portando la potenza complessiva a oltre 500 GW. Le previsioni di crescita, in Europa e non solo, sono molto buone per i prossimi 5 anni, anche prendendo in considerazione gli scenari più pessimistici. Comparando solo le nuove centrali di produzione energetica dell’anno scorso (non quindi la potenza complessiva precedente all’anno scorso), da solo, il nuovo fotovoltaico installato nel 2018 ha superato la nuova potenza aggiunta – sempre nello stesso anno (YoY) - di tutte le fonti fossili (Carbone: 50 GW, Gas: 46 GW) e del nucleare (5GW), messe insieme, mentre il vento ha visto installati altri 49GW e l’idroelettrico 21 GW. In totale si potrebbe concludere che le rinnovabili complessivamente hanno ampiamente battuto le fonti fossili in termini di nuova potenza introdotta l’anno scorso. Ma se si guardano i dati a livello cumulativo, il solare ha davvero moltissima strada ancora da fare per raggiungere il suo potenziale: la sua quota nel totale di potenza elettrica generata a livello mondiale è ancora un modestissimo 2,2%. Le rinnovabili nel loro insieme invece, raggiungono un modesto, ma comunque importante, 26%. L’aspetto positivo è che solo nel 2015 la percentuale del solo fotovoltaico, era dell’1% secondo i dati di IRENA e che dunque in 3 anni c’è stato un raddoppio della percentuale della generazione energetica da solare, a livello mondiale. Le tempistiche stringenti dovute ai problemi climatici però, dovrebbero comportare ritmi ben più accelerati di sostituzione delle fonti fossili. Il costo di generazione dell’energia è diminuito significativamente nell’anno scorso, del 16%. Tuttavia ci sono state delle battute d’arresto nelle politiche a favore del solare in alcuni Paesi.

I Paesi con la maggior quota di nuova potenza installata nel 2018.

La Cina si conferma di gran lunga il Paese che ha installato di più nel 2018 (e anche in assoluto). La nuova potenza aggiunta è stata di 44,4 GW: più del doppio di tutta la potenza installata in Italia fino ad oggi e ben oltre il 40% di tutta la nuova potenza mondiale installata nel 2018.L’anno scorso i cinesi avevano però installato 52,8GW. La battuta d’arresto è considerata un effetto del taglio alle FIT. Al secondo posto ci sono gli USA con 10,6 GW, condizionati di nuovi dazi sulle importazioni introdotti. Segue l’India con 8,3 GW, al di sotto delle aspettative per questioni fiscali (introduzione di tasse), tecniche, e per direttive relative allo sviluppo di una filiera locale di produzione di moduli. Al quarto posto si è piazzato il Giappone con “soli” 6,6 GW (un calo significativo rispetto all’anno precedente, dovuto alla riduzione delle FIT e a problemi di rete). La quinta nazione classificata è l’Australia con un notevole salto in avanti (5,3 nuovi GW contro 1,3GW del 2017). La novità è che ben 3,5 GW del novo installato sono utility scale (contro i soli 100 MWp dell’anno scorso). Seguono poi la padrona di casa, la Germania, con 2,9 GW, il brillante Messico (2,8GW), la Corea del Sud (2), la Turchia (1,6 GW), e l’Olanda (1,5GW), sulla cui crescita molto forte, anche in considerazione della superficie limitata della nazione e delle caratteristiche di densità di popolazione, ormai non si hanno dubbi.

In Europa (+11,3 GW), c’è da evidenziare la crescita importante della Germania, il calo brusco della Turchia (dovuto allo scarso supporto politico del settore), e alla relativa buona riuscita dell’Ucraina.

Nell’area Asia e Pacifico, al di là dei giganti (Cina, Giappone, India), che hanno fatto grandi numeri ma sono in calo rispetto ai propri stessi risultati precedenti, sono andati crescendo YoY (rispetto all’anno precedente), sia la Corea del Sud che Taiwan (il cui piano prevede molti nuovi GW installati entro pochi anni).

In America Latina è cresciuto soprattutto il Messico (grazie alle aste degli anni scorsi), il Brasile (che ha comunque portato avanti più di 1 GW di nuovi impianti), e sono sempre mercati interessanti la Colombia, il Cile e il Perù. In Medio Oriente i numeri più interessanti hanno riguardato la Giordania (+455MW), Israele, l’Oman e gli UAE (+239MW).

In Africa, le installazioni sono state notevolmente inferiori rispetto alle voci di grandi sviluppi. Si è distinto per numero di MW l’Egitto, il Sud Africa (+373MW). Nuovi impianti dovrebbero sorgere però come conseguenza delle aste importanti in Etiopia, Madagascar, Zambia, Senegal. E’ innegabile che in considerazione della necessità di accelerare la graduale ascesa delle rinnovabili, un supporto politico più determinato potrebbe apportare una spinta significativa ai vari mercati, sia nel residenziale che nei grandi impianti. Tuttavia, la riduzione dei costi continua a rendere attrattivo il settore anche se in misura sensibilmente minore rispetto agli scenari auspicabili e certamente realizzabili con politiche mirate e di severo contrasto al cambiamento climatico e alle emissioni di CO2. Il fatto che sia stata installata, ancora nel 2018, una potenza considerevole con centrali a carbone (circa la metà di quanto installato nello stesso anno nel solare), e che il solare apporti ancora un contributo relativamente ridotto alla potenza globale generata, rispetto a quanto necessario per gli obbiettivi di contrasto al cambiamento climatico, dovrebbe indurre a riflessioni rapide e a decisioni lungimiranti. Sia sulle conseguenze delle scelte fatte in passato, e nel presente, che sulle svolte normative ed economiche da intraprendere su scala globale per facilitare la transazione verso fonti di energia pulita.


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